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"Language is a virus..." "We must find out what words are and how they function. They become images when written down, but images of words repeated in the mind and not of the image of the thing itself." - W.S.B. -

screaming

Blogger: jacklord
JACKLORD: giovane 72enne appassionato di bluegrass colleziono scatole vuote di fiammiferi, leggo solo libri di autori morti suicidi e non vedo film italiani con "amore" nel titolo.

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contagocce

si sono sparpagliate *loading* vacche nel guado

 
martedì, 13 maggio 2008

dopo il grande successo di monterotondo, il "mani bucate world tour" della salma di padre pio proseguirà con la data già sold out di roma. si allestirà per l'occasione uno spettacolare set in una periferia qualsiasi che verrà scelta grazie ad un referendum. ad ospitare la leggendaria band, la teca dell'ara pacis, che verrà smontata e rimontata a tempo di record da un manipolo di organizzatori messi a disposizione dal comune. si stanno già organizzando presidi di contestatori, che, margherita in bocca e bibbia apocrifa alla mano,  sosteranno in preghiera nel backstage. se la usano per padre pio, dicono, poi la salma di rutelli noi dove cazzo la mettiamo?

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lunedì, 28 aprile 2008

in effetti mi sembra che candidare rutelli sia stata una bella scelta da parte della c.d. sinistra. peccato solo che johnny dorelli, la prima scelta, non era disponibile.

update #1

no scusate io pensavo che la vittoria di alemanno dipendesse da rutelli. invece non avevo capito che alemanno ha l'x factor. anzi centomila x factors sulle schede. e rutelli? praticamente un cromosoma y impazzito.

alla fine dello spoglio delle schede rutelli ha prenotato l'albergo per andare a vedere la salma di padre pio. non lo capisco questo feticismo. neanche fosse la salma di madre teresa.

update #2

per lo spessore politico di rutelli e per la profondità dei temi trattati in campagna elettorale, l'unica speranza di battere alemanno a roma era nelle mani di joseph fritzl, quello che ha rapito e stuprato la figlia per 24 anni. fino all'ultimo nel loft speravano che esibisse la sue tessera di an.

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lunedì, 31 marzo 2008

questa cazzata che anche se non ho niete da dire comunque non posso saltare un mese sta diventando patologica. ormai sono completamente preda di un'ansia di precisione e completezza che mi divora. a proposito, scambio doppioni delle figurine calciatori 2007/2008.

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venerdì, 29 febbraio 2008

roamin' round

io, a furia di stare con le vacche qui sui pascoli, non capisco più le cose della società. io, quello che ho sentito, è che hanno ritrovato pippo baudo in fondo al pozzo in puglia che diceva che l'italia è un paese di merda. io allora ho pensato và pippo baudo, tutti a dire che palle pippo baudo e invece lui. poi però ho sentito che pippo baudo non era solo in fondo al pozzo. no no. ci erano pure due cadaveri. i due fratellini silvio e uòlter. allora mi sono ricordato la politica. si si. la campagna elettorale è davvero avvincente. allora sono andato dal mio vicino di rènc e gli ho fatto, ignazio ma tu per chi voti? e lui eh? è un pò sordo, allora ho strillato più forte, per chi voti? quando? mi fa. in politica, ho detto. fotte un cazzo della politica, ha risposto, ciò la vacca malata. dio bono, mi son detto la vacca malata no, è una tragedia. allora stasera mi son messo in veranda sulla sedia a dondolo a pregare per la vacca di ignazio, poi ogni tanto, mentre il sole si spegne sulle colline incendiando i pascoli e io soffio nell'armonica, vedo pippo baudo. và pippo baudo. và, và. si ma dove cazzo va in groppa alla vacca di ignazio, non lo sa che è malata?

 
 

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domenica, 27 gennaio 2008

http://www.artcoup.com/movie.html

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mercoledì, 26 dicembre 2007

xmas highway

siamo vick, tony e io
e foschia e cadaveri di fabbriche fumose
goccioline sul parabrezza
si fermano poi si stiracchiano
si allungano poi spariscono.
sulla destra guard rail, piazzole di sosta
alberi secchi disordinati
e senso di attesa.
dura un istante a 130 km/h
il momento infinito in cui gli alberi
sono perfettamente allineati
corridoi di tronchi
in precisa alternanza
poi di nuovo confusione (toujours).
che animale era dico io
cosa dice vick
il corpo di prima, dico, in corsia di sorpasso
per me era una volpe dice tony
forse un cane dico io
a me sembrava un ragioniere dice vick.
accendiamo sigarette
rispettiamo distanze di sicurezza.
fabbrica di medicinali all'uscita caserta nord.
lucine intermittenti
come le brasche che aspiriamo.
che dice la scritta, chiedo miope.
auguri risponde vick.
già faccio io
auguri.

 

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martedì, 18 dicembre 2007

hanno approvato all'onu la moratoria contro la pena di morte. bisogna avvertire montezemolo prima dell'arrivo dei caschi blu nella sede di confindustria. non vorrei che lo sorprendessero mentre butta chili di coca e di frattaglie di operai nella tazza del cesso. ne va del suo bon ton, che cazzo.

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domenica, 09 dicembre 2007

rami secchi per aria e foglie giallo marcio per terra. quando mi fermo all'angolo tra i due viali, quello che domina è l'odore di merda. guano pungente, umido, con un retrogusto di ammoniaca che arriva dopo un pò ma che alla lunga diventa predominante. una poltiglia ricopre marciapiede, asfalto e pista ciclabile. foglie morte, acqua e un mare di merda. mi sdraio per terra, appoggio la nuca su un mucchio di foglie rancide, socchiudo gli occhi e mi concentro sul rumore degli storni, frenetici, sui rami del platano. ci sono delle macchine parcheggiate, talmente ricoperte di merda che non si distingue più il colore della carrozzeria. io sto sdraiato, non respiro bene, mi allento il nodo della cravatta e va subito meglio. fondamentalmente, aspetto. passa un avvocato che conosco, brillante e aggressivo al punto giusto. incrociamo gli sguardi per un attimo. lui mi ignora, io gli sorrido. ciao collega. vaffanculo non ti conosco, mi fa. non ci contare, rispondo, ho la ricevuta di ritorno. aspetto, e mi sento bene. la prima cacata mi colpisce con un tonfo leggero all’altezza del cuore, tra giacca e camicia. io penso alla perfetta coerenza di un suicidio causato dall’ennesimo film di pieraccioni con una strappona depilata e lucida. guardando verso l’alto un gruppo compatto di storni si distacca dai rami, disegna una spirale, poi si riunisce sul platano in un fremito. le cacate cadono a pioggia come bombe. colpiscono pantaloni, scarpe, giacca. una mi cade sul palmo della mano, tiepida e rassicurante. la cravatta tinta unita adesso è un perfetto missoni di cachemire e merda fresca. all’incrocio una smart rifinita in pelle fa un frontale con un barboncino col guinzaglio di diamanti. sotto un diluvio di merda, le proprietarie compilano il cid riparandosi con l’ombrello. il barboncino rantola, la smart è già morta. un tocco vischioso di cacca mi cade sullo zigomo e mi cola lentamente lungo la guancia. lo assaggio con la punta della lingua. ancora pochi minuti e sarò completamente invisibile. sepolto sotto uno strato uniforme di merda, aspetto. e penso alla feroce bellezza delle tue labbra. che ogni volta mi ferma il respiro.    

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domenica, 18 novembre 2007

la mia faccia distorta nel riflesso di un posacenere blu. quattro fiammiferi consumati messi talmente alla rinfusa, appoggiati sulla cenere, che sembrano depositati lì da qualche secolo. ne prendo un altro dalla scatola e lo sfrego sulla striscia marrone scuro, ruvida. la prima volta lascia solo una striscia chiara, la seconda fa una leggera scintilla, e un baffo di fumo si libera dal punto di attrito. rimane sospeso, denso, poi ci metto il naso dentro e con un unico respiro veloce lo perdo di vista e lo sento dentro. al terzo tentativo il fiammifero si accende, la fiamma prima insicura, poi giallo acceso, con la parte centrale blu cobalto. quando la fiamma perde consistenza inclino il fiammifero verso il basso. accendo una sigaretta poi soffio il fumo direttamente sul fiammifero. quando si spegne, il fumo che si dipana è completamente diverso da quello della sigaretta. ha un'altra consistenza, un'altra densità. il problema è che io sono portato a generalizzare, dico fumo, e intendo qualsiasi cosa. ma il fumo cambia a seconda del materiale che brucia. ci sono centinaia di micro leggi fisiche che sottintendono al fenomeno della combustione, e basta il variare anche solo di uno degli innumerevoli fattori del processo per cambiare in modo sostanziale il prodotto finale. e io che faccio? dico semplicemente fumo.
dovrei essere in un altro posto. o almeno dovrei cominciare ad incamminarmi. e invece no.
il fatto è che mi sento nell'unico modo in cui non mi è permesso sentirmi.
passa un ragno sul monitor, rapidissimo. compare nell'angolo in alto a sinistra, contro la luce azzurrognola e artificiale. sembra un effetto speciale. il corpo sottile, le zampe lunghe e precise. arriva al centro del quadrato luminoso seguendo esattamente la diagonale, poi si ferma per un attimo e risale zigzagando fino a scomparire dietro il logo hp. mi alzo dalla sedia e guardo dietro il monitor. niente. però ho la punta delle dita ghiacciata.
sognarti è praticamente un cliche, ma non posso farne a meno. sto cercando di ridurre il tutto ad una questione di programmazione, impostando il tempo in funzione della prossima volta che riuscirò a vederti. il menù di oggi propone desiderio con contorno di leggera frustrazione, ma se volete andare sul sicuro lo chef consiglia anche un fuggevole contatto, che so, due dita che si sfiorano, e speranza inutile coltivata senza additivi chimici. aspettando che il mondo finisca guardando un film attraverso il parabrezza di una chevrolet. per oggi la noia finisce così, con una discreta ansia da rivelazioni che non si rivelano. la prossima volta, magari, si ride.

progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell'amore.

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